Carlos Soria: Il Conquistatore degli Ottomila a 86 Anni

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Carlos Soria, un nome che risuona tra gli appassionati di alpinismo, ha sfidato i limiti dell'età e della resistenza umana. A 86 anni e mezzo, ha conquistato la vetta del Manaslu, dimostrando che la passione e la perseveranza non conoscono età. La sua impresa, un nuovo record mondiale, è un inno alla determinazione e un invito a non rinunciare mai ai propri sogni, indipendentemente dagli ostacoli fisici o temporali.

L'Impresa di Carlos Soria sul Manaslu: Una Storial di Grinta e Determinazione

All'alba del 26 settembre, l'aria rarefatta degli 8163 metri del Manaslu ha accolto Carlos Soria, un alpinista di 86 anni e mezzo, originario di Ávila, vicino Madrid. La sua recente scalata ha segnato un nuovo capitolo nella storia dell'alpinismo, superando il precedente record di Yoichiro Miura, che aveva scalato l'Everest a 80 anni. Nelle immagini catturate da Luis Miguel López Soriano, Soria appare in una tuta rosso fuoco, il volto celato da una maschera d'ossigeno, un'espressione che rivela una mescolanza di sofferenza e tenacia. Al suo fianco, gli Sherpa Mikel, Nima e Phurba festeggiano, ignari del peso della storia che si sta compiendo.

Il dottor Manuel Leyes, un ortopedico di fama che ha seguito Soria dal 2017, ha sottolineato come l'impresa di Soria equivalga a "tre maratone consecutive", evidenziando la sua eccezionale genetica, disciplina e allenamento costante. Nonostante la sua stanchezza al ritorno nella sua casa di Moralzarzal, ai piedi delle montagne della Castiglia, Soria ha espresso la sua gioia per il trionfo e la calorosa accoglienza ricevuta. Ha rivelato che, nonostante l'età gli abbia imposto un ritmo più lento, la passione e l'allenamento intenso sono stati i suoi unici "segreti".

La carriera di Soria è stata ricca di sfide, dall'essere un professionista non alpinista, lavorando come legatore di libri e tappezziere, alla conquista di 12 degli "ottomila", inclusi il K2 a 65 anni e l'Annapurna a 77. La sua famiglia ha sempre sostenuto la sua passione, un elemento "fondamentale" per la sua serenità. Nonostante un ginocchio con protesi malfunzionante e la rottura di una protesi dentale durante l'ascesa al Manaslu, Soria ha continuato, perdendo sei chili ma guadagnando un nuovo record. L'uso dell'elicottero per scendere dal Campo 3 alla base, dettato dalla stanchezza e dal ginocchio problematico, non ha minimamente sminuito il suo successo.

Quest'anno, la scalata di Soria ha anche commemorato il 50° anniversario della prima spedizione spagnola al Manaslu, a cui aveva partecipato nel 1975. Inoltre, Soria ha continuato a sostenere il villaggio di Sama, dove ha contribuito alla costruzione di una scuola, un gesto di altruismo che riflette la sua profonda umanità. Nonostante la stanchezza, Soria non esclude di affrontare i restanti due "ottomila", lo Shishapangma e il Dhaulagiri, con la convinzione che "allungare il tempo di vita" significhi fare ciò che si ama veramente.

Una Lezione di Vita Dalle Vette

L'incredibile viaggio di Carlos Soria ci insegna che i sogni non hanno data di scadenza. La sua determinazione e la sua passione per l'alpinismo, mantenute vive per oltre otto decenni, sono un faro di speranza e ispirazione. Ci ricorda che con perseveranza, anche di fronte alle sfide fisiche e all'avanzare dell'età, possiamo raggiungere vette inaspettate. La sua storia non è solo un record sportivo, ma un potente messaggio sul valore della vita, della famiglia e della capacità umana di superare ogni limite, inseguendo sempre ciò che ci rende veramente vivi.

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